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	<title>Invest Milano - Divisione Aziende &#187; agenzia entrate</title>
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	<description>Vendita immobili ed attività commerciali in Milano.</description>
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		<title>Catasto, arrivano i metri quadri</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 10:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oliva</dc:creator>
				<category><![CDATA[FISCO & CONTABILITA']]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La novità non è solo formale. Cambiano i dati che ha in mano il cittadino e che già da alcuni anni sono a disposizione dei comuni. E la maggiore consapevolezza non solo aiuterà e semplificherà gli adempimenti, ma servirà anche a mettersi al riparo da sgradite sorprese: controlli, contestazioni e accertamenti. In particolare per la tassa sui rifiuti, che ora si chiama Tari e per la quale si chiede di fare riferimento alla superficie calpestabile, esclusi i muri e le aree scoperte come i balconi e i terrazzi. L&#8217;Agenzia delle Entrate indicherà d&#8217;ora in poi nelle visure due nuovi valori. Il primo sono i metri quadrati complessivi. Servirà a verificare se per la compravendita la superficie dichiarata è &#8221;gonfiata&#8221;. Il secondo, invece, è la superficie, sempre calcolata in metri quadrati, senza le aree scoperte. In base ad una finanziaria del 2013 bisognerà considerare solo l&#8217;80% di questo valore, uno &#8216;sconto&#8217; del 20% che di fatto serve a &#8221;togliere&#8221; i muri dalla misurazione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3097" title="catasto_4681" src="http://www.investmilano.it/wp-content/uploads/2015/11/catasto_4681.jpg" alt="" width="468" height="185" /></p>
<p><strong>- VISURE CATASTALI CON I MQ:</strong> La visura non cambia ma contiene altre informazioni. Ci saranno i dati identificativi dell&#8217;immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita). I calcoli non cambiano passando dai vani ai metri quadrati. Ma, per appunto, ci saranno anche altri due valori: i metri quadri complessivi e i metri quadri da tenere come parametro per la Tari. Per ora riguarda solo gli immobili (il 95%) che hanno fornito una planimetria.</p>
<p><strong>- COME CONOSCERE I DATI:</strong> I contribuenti che sono abilitati al dialogo &#8221;on line&#8221; con il fisco potranno vedere direttamente queste informazioni, gli altri potranno richiederli allo sportello gratuitamente se sono i proprietari (o i possessori). Non è un obbligo ma bisogna sapere che questi dati sono già in possesso dei comuni dal 2013 e che se la superficie fornita per la tassa sui rifiuti è errata prima o poi arriverà una contestazione. Il dato non viene ancora fornito sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate nella casella che consente, con il solo codice fiscale, di consultare le rendite catastali.</p>
<p><strong>- PER I MQ TARI VA TOLTO IL 20%</strong>: Quello indicato nella visura per la Tari sarà solo un parametro indicativo, almeno così prevede la finanziaria per il 2014. Il calcolo della superficie per la tassa sui rifiuti era nel passato una delle cose più complesse del sistema tributario italiano. Ora, invece, con l&#8217;arrivo della Tari è stabilito che il parametro di riferimento è quello senza le aree scoperte come calcolato dal Catasto, ridotto del 20%. Così si è al riparo da sanzioni.</p>
<p><strong>- GLI IMMOBILI CHE MANCANO:</strong> Sono un 5% del totale. Sono quelli che non hanno una planimetria, che risalgono alla prima fase del censimento catastale, o presentano un dato di superficie &#8220;incoerente&#8221;. In questo caso, ma anche se i metri quadri indicati sono errati, i contribuenti potranno chiedere di integrare o correggere i dati con una apposita procedura per e l&#8217;inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l&#8217;attuale normativa, è d&#8217;obbligo se si è intenzionati a vendere.</p>
<p>Fonte: <a title="catasto arrivano i mq" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/11/09/fisco-metri-quadri-in-catasto-per-57-mln-immobili_26607e0b-d418-4f4b-917f-128f14e2bb51.html"> http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/11/09/fisco-metri-quadri-in-catasto-per-57-mln-immobili_26607e0b-d418-4f4b-917f-128f14e2bb51.html </a></p>
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		<title>PASSO INDIETRO SUL PAGAMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 09:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oliva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia che ogni canone di locazione, anche di € 100,00, dovesse passare per mezzi tracciati (assegni o bonifici) aveva destato molta preoccupazione per le ovvie conseguenze in termini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che ogni canone di locazione, anche di € 100,00, dovesse passare per mezzi tracciati (assegni o bonifici) aveva destato molta preoccupazione per le ovvie conseguenze in termini di praticabilità delle operazioni e di relativi costi. Si pensi al pensionato che potrebbe non avere un conto corrente proprio e anche al costo del singolo bonifico, magari rapportato ad un canone di locazione esiguo.</p>
<p><a href="http://www.investmilano.it/wp-content/uploads/2014/03/affittasi.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2474" title="affittasi" src="http://www.investmilano.it/wp-content/uploads/2014/03/affittasi-661x200.jpg" alt="" width="661" height="200" /></a>Tuttavia la norma appariva chiara.<br />
La previsione di versamento del canone di locazione riferito alle unità abitative (con eccezione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) per qualunque importo attraverso forme e modalità che escludano il contante e ne assicurino la tracciabilità (pena, tra l’altro, la perdita dell’asseverazione dei patti contrattuali necessari all’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore) si presentava come deroga alla più generale norma che conosciamo e che prevede l’uso del contante per transazioni di importo massimo non superiore a € 999,99.<br />
L’Agenzia delle Entrate ha chiesto chiarimenti sul tenore della norma al Mef il quale ha risposto con nota 10492/DT del 5.2.2014 specificando che:</p>
<p>“la finalità di conservare traccia delle transazioni in contante … può ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione…”.</p>
<p>In sostanza il Mef ha stabilito che il pagamento delle locazioni sotto la soglia dei € 1.000 possa avvenire anche in contanti ma solo con la traccia della movimentazione che può essere fornita attraverso una semplice ricevuta.</p>
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		<title>Controlli sui conti correnti iniziati il 1 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 09:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oliva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono iniziati il 1° febbraio i controlli sui conti correnti dei contribuenti italiani. Al termine dello scorso mese, il 31 gennaio per le banche il primo invio all’Agenzia delle Entrate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono iniziati il 1° febbraio i controlli sui conti correnti dei contribuenti italiani.</p>
<p>Al termine dello scorso mese, il 31 gennaio per le banche il primo invio all’Agenzia delle Entrate di tutti i dati sulle operazioni effettuate dai titolari dei conti.</p>
<p>In base a tali dati acquisiti, il Fisco può poi approfondire le indagini sul conto in questione e chiedere ai soggetti sottoposti a verifica una dichiarazione riguardante la natura dei suoi movimenti bancari. Per fare ciò il Fisco dovrà munirsi di Autorizzazione. Verrà presa verifica in particolare per quei dati che non risulteranno dichiarati dal contribuente nel reddito imponibile.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2392" title="conticorrenti" src="http://www.investmilano.it/wp-content/uploads/2014/02/conticorrenti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>In tal modo il Fisco ha la visione completa dei movimenti di denaro su ogni singolo conto potendo intervenire su chi non rispetta le regole fiscali.</p>
<p>I dati che banche e intermediari hanno inviato all’Anagrafe Tributaria sono quelli a partire dall’anno 2011. Si crea dunque una vera e propria Anagrafe dei conti correnti attraverso la quale il Fisco potrà, una volta accertate eventuali irregolarità, chiedere ai soggetti sottoposti a verifica una dichiarazione da parte degli stessi riguardo la natura delle operazioni.</p>
<p>Controlli sui conti correnti iniziati il 1 febbraio. Per fare ciò il Fisco dovrà munirsi di Autorizzazione.</p>
<p>Tramite incroci patrimoniali e dichiarativi, l’Amministrazione Finanziaria sarà così in grado di stabilire se quanto accreditato e quanto prelevato dal titolare del conto a quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate.Verrà presa verifica in particolare per quei dati che non risulteranno dichiarati dal contribuente nel reddito imponibile.</p>
<p>Nel caso ci fossero delle indagini finanziare sul proprio conto, il contribuente è tenuto a dare spiegazione di tutti i suoi movimenti bancari.</p>
<p>È fondamentale quindi prestare massima attenzione ad ogni movimento che si attua e conservare le distinte di versamento con relativa documentazione che la giustifica.</p>
<p>fonte: <a href="http://businessandtech.com/controlli-sui-conti-correnti-iniziati-il-1-febbraio/40853">http://businessandtech.com/controlli-sui-conti-correnti-iniziati-il-1-febbraio/40853</a></p>
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